Simone Moro e la letizia dell’esplorazione alpinistica

Simone Moro ce l’ha fatta. È salito sul Nanga Parbat che, insieme al K2, era uno dei quattordici ottomila che ancora resisteva all’ascesa invernale. I tedeschi negli anni Trenta l’hanno chiamata “montagna del destino” ed è conosciuta anche come “mangiatrice di uomini”, un appellativo non certo tranquillizzante. Simone, tanto per capire il tipo, ne aveva …

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La stella gemella del Gottero

Fossi ancora in Umbria direi: l’Appennino è Monte Torre Maggiore. Avete presente la storia delle “radici”? Beh, ognuno ha le sue. Torre Maggiore è l’Appennino perché, anche se non appartiene alla spina dorsale vera e propria che passa più a est, sta a una manata, in linea d’aria, da dove abitavo prima di trasferirmi in …

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L’anarchia selvatica di Messner (e di Bonatti)

Arrivo con un po’ di ritardo, ma se riuscite a procurarvelo (in rete non l’ho visto) vi consiglio di leggere il pezzo di Maurizio Crippa che recensisce su Il Foglio l’ultimo libro di Reinhold Messner. Che, come scrittore, non mi ha mai entusiasmato, ma di cui mi piace l’idea di montagna come “rinuncia” e “anarchia …

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L’ottomila delle Fere? La serie A

Simone Moro non ce l’ha fatta. Ha tentato di salire d’inverno su una delle vette più difficili, il Nanga Parbat (8.125 metri), e non c’è riuscito. E così ha ricaricato tutto in spalla e ora sta tornando a casa sua, a Bergamo. Riproverà. Il Nanga Parbat è una cima che sta in Pakistan e non …

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Le stelle gemelle del Gottero e di Torre Maggiore

Fossi ancora in Umbria direi: l’Appennino è Monte Torre Maggiore. Avete presente la storia delle “radici”? Beh, ognuno ha le sue. Torre Maggiore è l’Appennino perché, anche se non appartiene alla spina dorsale vera e propria che passa più a est, sta a una manata, in linea d’aria, da dove abitavo prima di trasferirmi in …

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Una vacanza a passo lento

La montagna è il luogo ideale per “ricaricare le pile”, si sa. E’ per questo che a luglio migliaia di coniglietti Duracell calzano gli scarponi e – zaino in spalla – dilagano sui sentieri d’alta quota. Da soli, in coppia, in gruppo, con i bambini a tracolla, in groppa agli asini. Repubblica, dopo aver parlato …

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Rifugio Viktor Immanuel

Ti chiamano al tavolo e ci vai. Mica puoi cenare da solo qui sull’Appennino tosco-emiliano al rifugio che chiameremo – per comodità – Vittorio Emanuele II. Vietato. Il cameratismo di montagna ha le sue regole e una – la più in voga – è la socievolezza. Ti ha convocato un finto brusco con camicia a …

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Anarcocentauro da passo appenninico

Non c’è solo il ciclista della Val di Vara in Val di Vara. Ti sposti più in altura per battere un sentiero dell’Alta Via dei Monti Liguri e incontri lui: il motociclista da passo appenninico. Chi conosce quelle zone sa di cosa parlo. Dal Bracco al Rastrello fino al Passo di Cento Croci è tutto …

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