Chiamami ancora Zedda Piras

Ecco la lettera di Roberto Vecchioni su “La Nuova Sardegna” di oggi 22 novembre 2013. “Il mio cuore è ferito. Negli occhi mi trascorrono prati, monti, volti, alcuni dei quali non vedrò mai più. Ho pianto, sinceramente pianto, come un bambino a cui han rapito il fratello per nasconderlo nel passato, lasciarlo a mezza strada …

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