In Isoradio we trust

O sono rientrati o stanno tutti rientrando dalle vacanze. Sui giornali e alla tv le frasi d’ordinanza tipo grande controesodo e week end da bollino rosso, e nelle auto – tutte, dalle utilitarie ai Suv – un nervosismo che pressa la scocca, frange i lunotti, gonfia gli airbag nelle mutande.

E non dipende dal fatto che l’estate sta finendo. Uno se ne fa una ragione. E’ il ciclo delle stagioni, dopo tutto. Così come gli uccelli paduli vanno e nidificano altrove, si deve tornare al lavoro. Quello che l’italiano in coda sull’A11 non è più disposto a sopportare è Isoradio, la radio di servizio bulgara che continua a trasmettere i fratelli Righeira.

Intendiamoci, per essere utile lo è. Ti dà la notizia cruda: bruciano sterpaglie sulla Napoli-Salerno, se siete stanchi fate un pisolino, un saluto agli amici autotrasportatori. Solo che è una frequenza da socialismo reale. Gli speaker fanno gli spigliati ma non è cosa. Le donne parlano tutte come Bianca Berlinguer – cioè un italo-romano molto chic – e gli uomini c’hanno la lingua di pezza e la salivazione del lama in cattività.

E le rubriche? Tra un meteo con il colonnello Piacioni – bonasera, squarci de sereno a partire dar versante tirenico – e l’elzeviro del trombone di turno, una volta giuro di aver ascoltato il collegamento con un giornalista “embedded”, salito sull’elicottero della Polizia. “Adesso sono con i piedi per terra, eheheh. Devo dire che ho visto delle file alla barriera Lainate-Como-Chiasso. Devo dire che è stata una bella esperienza”.

E poi vogliamo parlare della musica? Va bene l’ecumenismo dei gusti però, mentre sei bloccato sotto il sole, non puoi trasmettere Su di noi, dopo aver annunciato trionfante: “Lui è il simpaticissimo Pupo”. Non dico di mettere Fabri Fibra a palla però Frank Sinatra fallo ascoltare a tuo nonno che fa la Millemiglia da 50 anni.

Alla fine anche le notizie in tempo reale sul traffico sono talmente poltigliate da questo immane tritacarne burocratizzato che non ti fidi più di nulla. Può succedere infatti che una delle berlinguerine legge male il dispaccio del Cisviaggirainformati, distratta dal lama che sputa al colonnello Piacioni, ahò anvedi come piove! E il dj Osvaldo fa partire Jovanotti, senti come viene giù, uh!

Perché quando manca la fiducia in Isoradio l’Autostrada diventa un caos. E in pieno blocco stradale vedi onesti padri di famiglia scendere dall’auto senza giubbotto fosforescente e, tirate su le braghe con fare perentorio, risalire la coda smadonnando per accertarsi di persona. Non è così che funzionano le democrazie rappresentative, ecco.

E a nulla servono i pannelli luminosi che, tra un tempo di percorrenza e un consiglio prezioso – non guidare con gli alluci, pensa ai tuoi bambini – fanno opera di bieco indottrinamento sull’automobilista medio: “In Isoradio we trust”.
Gli italiani non ci credono più.