Lo sciacallo sotto l’ascella

Si poteva rispondere in molti modi. Prendere tempo, aprire parentesi, insomma aggirarla, la domanda, posta giustamente dal giornalista del Secolo XIX in modo diretto e brutale: ma lei le avrebbe chiuse le scuole? Cofferati – che da un po’ abita a Genova e le cui parole hanno un peso politico significativo sulla città – non ci ha pensato su tanto e ha risposto che sì, lui i bambini li avrebbe tenuti a casa.

In queste ore di dolore e di preoccupazione (mentre scrivo c’è ancora allerta meteo 2 a Genova), l’ex sindacalista, abituato ai distinguo e alle sfumature, e l’ex sindaco, che sa bene quale sia la tremenda responsabilità che grava sulla schiena di un amministratore eletto direttamente dalla gente, ha scelto – a differenza del giornalista – di non fare il suo mestiere. Che è quello di misurare le parole. E ha deciso di cadere nel tranello.

Un politico responsabile – e Cofferati lo è – avrebbe potuto dire che le colpe di questi morti non sono tutte da imputare ad una scelta presa in poche ore. A Genova si è costruito sconsideratamente, ci sono palazzi aggrappati alle alture. Gran parte degli urbanisti la considerano una follia. I piani di bacino sono vecchi. Le colline che stanno subito sopra la costa sono lasciate a loro stesse. La messa in sicurezza inizia da lì.

Oppure avrebbe potuto parlare dell’eccezionalità di un evento che poteva essere prevedibile – ed è stato previsto – nella sua potenza, ma non nel suo sviluppo temporale. E se la piena fosse venuta quando la gente rientrava dal lavoro? Saremmo qua a dire che bisognava tenere gli uffici chiusi? Forse bisognava fare così. Ma non è corretto dirlo dopo. A Fereggiano uscito dalla stalla. Non è serio.

Cofferati avrebbe potuto dire tante cose, ma ha preferito commentare emotivamente. Intendiamoci, l’emozione in sé è un bene. Aiuta a vedere da un’angolatura diversa la realtà. Però credo che in alcuni casi – se si ha il sospetto che sia studiata – diventi fastidiosa. E lo sciacallaggio politico è inversamente proporzionale ai sentimenti.