Il lancio delle mutandine

Non solo instant book, ma anche pubblicità. Una nota casa di intimo ha comprato una pagina (anche) su Repubblica per sfruttare l’attuale congiuntura politica. Sopra ci ha messo una modella – “una ragazza del nostro catalogo”, ha spiegato l’ad Gianluigi Cimino – in reggiseno rosso e cagnetto sulla spalla, che si gira e ammicca con gli occhi cerbiatti. Il claim è “bye-bye Mr. President”.

Il nostro è un tempo in cui i tecnici vanno per la maggiore. Bene: questa è una pubblicità studiata da professionisti e di che tinta. C’è tutto, dentro: la festa, però non livorosa. Le monetine del Raphael sono state sostituite – e non è un brutto segnale – dalle mutandine di Natale. E poi aleggia una vaga aria di coglionatura che stempera un po’ questo clima emergenziale e plumbeo. Il richiamo a Marilyn è un classico che non invecchia, come il loden di Monti: al Kennedy in sella e alla bionda soggiogata dal carisma subentrano un premier disarcionato e lo sberleffo della pupa.

Magari ce lo vedo io, ma registro pure una citazione – simpatica, eh – delle ormai famigerate serate di Arcore, che tanta parte hanno avuto nella foliazione indignata de la Repubblica. Ma stavolta – pare di intuire – l’immagine della donna val bene l’uso che se ne fa.

“Abbiamo parlato per mesi delle vicende di questo governo – spiega ancora l’ad Cimino – e ora lo salutiamo con un pizzico di humour”. Lo stesso pizzico di humour che immaginiamo la Repubblica attribuisca – stavolta – ai propri lettori e, soprattutto, alle proprie lettrici.