Miguel, si fa presto a citare Berlinguer

miguel-gotor_jpgPremessa lunga (si può saltare a andare direttamente al capoverso secondo). Questo blog rompe un silenzio durato parecchie settimane. Aveva cose da dire, ma se ne è stato in disparte. Aveva dichiarazioni da commentare, ma ha preferito lasciar cadere. Aveva immagini da postare, ma ha optato per l’Aventino. Oh, non si ha mica la pretesa che il proprio silenzio conti qualcosa! Questo blog è oltre il morettiano “mi si nota di più…” eccetera eccetera. Per una ragione semplicissima: la coscienza di essere come la tosse di un moscerino in una stazione ferroviaria.

Però. Però l’intervista di Miguel Gotor oggi su Repubblica merita un’uscita dal letargo. Andiamo per ordine:

  1. Giudici e politica.“Mi ha colpito che la magistratura abbia atteso il referendum per agire visto che in Italia c’è l’obbligatorietà dell’azione penale”. Che uno pensa: ma Miguel, se sai qualcosa su ritardi “ad arte” perché non denunci, invece di fare il dietrologo ed ammiccare?
  2. Dichiarazioni Poletti su cervelli-in-fuga. “è grave che un ministro si esprima con quelle parole (…) Bisogna invece dare un segnale di aver capito che cosa è successo il 4 dicembre. E cambiare approccio sulle politiche del lavoro”. Che uno non capisce dove stia il nesso tra un discorso da bar (quello che un ministro dovrebbe fare al bar e possibilmente non come ministro, ma come avventore di un bar) e il referendum del 4 (che ha bocciato la riforma costituzionale, mica le politiche del lavoro).
  3. Distinzione tra ruolo di premier e ruolo di segretario. “Come diceva Enrico Berlinguer parlando della questione morale, chi riveste cariche istituzionali deve rappresentare tutti, chi fa il segretario di un partito solo una parte. No ci può essere sovrapposizione”. Che uno rileva l’ennesimo utilizzo improprio di Berlinguer, diventato una specie di coperta di Linus. Ma che c’entra Berlinguer e la questione morale? All’epoca di Berlinguer c’era il proporzionale puro e la Dc – quando esprimeva il premier – poteva permettersi di avere un segretario diverso (anzi, lo esigeva, per ragioni di equilibri interni). Miguel, vuoi tornare a quell’epoca lì? Mi sa di sì.