Il campionato senza qualità

L'allenatore_nel_pallone_-_Ultimo_screenshotNon ci gira intorno, il presidente della Lazio Claudio Lotito, registrato mentre parla al telefono con un dirigente dell’Ischia: “Ho detto ad Abodi (presidente della Lega serie B, ndr): Andrea, dobbiamo cambiare. Se me porti su il Carpi… noi fra due o tre anni non c’abbiamo più una lira”. Il riferimento, per nulla velato, è al fatto che con la squadra emiliana in serie A ci si guadagna poco o niente. “Fra tre anni – spiega col suo stile inconfondibile, il patron – se c’abbiamo Latina, Frosinone chi cazzo li compra i diritti? Non sanno manco che esiste, Frosinone… questi non se lo pongono, il problema!”.

Tra i “questi” cui si riferisce Claudio Lotito ci sono, sicuramente, i tifosi di Carpi e Frosinone. E aggiungerei, per analogia, anche quelli della Ternana. Tutti stanno sognando l’approdo nella massima divisione e figuriamoci se “se lo pongono, il problema”. Che se le facciano gli altri le domande di contabilità. Il piano cartesiano all’interno del quale opera il cervello di un tifoso normale ha – infatti – sull’asse delle ascisse la frequenza del battito cardiaco e su quello delle ordinate il numero dei punti in classifica. Solo questo. Non certo i ricavi e gli abbonati tv. E nemmeno “i soldi dello streaming” o “i diritti che abbiamo portato a 1,2 miliardi grazie alla mia bravura”. Bravura di Lotito, si capisce.

Il tifoso – del Carpi, del Frosinone (e della Ternana, per l’analogia di cui sopra) è un po’ Alice nel Paese delle meraviglie. E, sotto sotto, se ne vanta. Non gli interessa che i cinesi di Dalian Wanda Group acquistino da Infront, la società del nipote di Blatter (Lotito fa parte del “cerchio magico”), i diritti tv sulla nostra serie A. Un miliardo e 50 milioni di euro, mica noccioline. Cosa volete gliene importi? Qualora la Ternana dovesse salire nella massima serie, farebbe come la Roma che contro il Parma – domenica scorsa – ha indossato una maglia speciale con un saluto in cinese stampigliato sul petto. Volete che a Terni ci vestiamo tutti da Po, l’irresistibile protagonista di Kung Fu Panda? Nessun problema, siamo pronti.

Dopotutto – e al netto degli assi cartesiani – siamo gente di mondo. Mica moralisti e verginelle. Lo sappiamo come vanno certe cose. E sappiamo anche che, come si ripeteva Ulrich Anders ne L’uomo senza qualità di Robert Musil, “non si può fare il broncio ai propri tempi senza riportarne danno”. Bisogna venire a patti con la realtà, cogliere il vento nuovo e non rinchiudersi in uno sdegnato Aventino a difesa di un calcio romantico che non esiste più. Anche se – a ben vedere – ci sono tempi e tempi. E diversi gradi di familiarità con il “secolo”. In questo caso, la sensazione che il campionato di serie B possa essere assimilabile a un colossale Truman show sportivo sarebbe difficile da digerire.

E il broncio ai propri tempi sarebbe il minimo.

(su TernanaNews del 20 febbraio 2015 – www.ternanacalcio.com)