Renzi, Berlinguer e gli sgozzamenti Isis: ecco perché il promo di Annozero è solo gossip

Ma lo avete visto il nuovo spot di Servizio Pubblico? Michele Santoro ricomincia la sua trasmissione giovedì 25 settembre e lancia un promo dal messaggio che non lascia spazio a dubbi: da una parte la politica di plastica di Matteo Renzi con il suo cono gelato, la ministra Boschi in bikini, i selfie e le camicie bianche, dall’altra la politica hard e le tragedie internazionali con le esecuzioni dell’Isis, la distruzione di Gaza e altre cose così.

Che uno pensa subito: cavolo, ci deve essere un linkage, una connessione tra le due carrellate di immagini. Ragioniamo. Diciamo che da un punto di vista moralistico – e la trasmissione di Santoro è moralistica – il legame è evidente: il mondo è in fiamme e tu ti scatti i selfie? Vergognati! Insomma un espediente retorico per esprimere visivamente un giudizio di condanna.

Cerchiamo però di analizzare razionalmente la faccenda. Che senso ha mettere in sequenza le foto gossippare del premier e il piombo della guerra? Non credo infatti che quelli di Servizio Pubblico pensino esista un rapporto di causazione adeguata tra Renzi che mangia il gelato e lo sgozzamento dei giornalisti. Sarebbe troppo facile, sennò: il premier smette di fare il gigione e scoppia la pace in medio oriente.

Ecco, credo che da un punto di vista giornalistico, il promo di Santoro sia peggiore del male che vorrebbe condannare. Quello spot infatti fa leva sul qualunquismo di un pubblico di sinistra generica a cui non si deve spiegare nulla, ma in cui si vuole soltanto suscitare l’irrisione per qualcuno. E’ un tipo di giornalismo – questo – che non mi piace. Perché, come il gossip, preferisce sviare l’attenzione del lettore e parlare d’altro.

Nello spot poi compare anche Enrico Berlinguer e l’espediente retorico di cui dicevamo prima trova la sua esaltazione definitiva. Anche in questo caso il significato è chiaro: eccoli i veri leader di sinistra… altro stile, altro spessore, altra consistenza. Ora, fatto salvo l’aspetto estetico (lo stile), siamo proprio sicuri che quel tipo di sinistra impersonato politicamente da Berlinguer sia (e sia stato) il migliore possibile?

Vi chiedo questo perché dopo la fine del “compromesso storico”, Berlinguer invece che battagliare sulla modernità con i socialisti e rifondare il Pci come grande partito socialdemocratico, non trovò altro da fare che ritirarsi sull’Aventino della “diversità” e della “questione morale”. Battaglia perdente e soprattutto prodromica delle derive antagoniste, moraleggianti e giustizialiste che sono state da sempre il nemico di una sinistra che vuole governare.

Berlinguer aveva più stile di Renzi, certo, ma politicamente quello fu un errore che consente oggi a Santoro di accostare il bikini della Boschi alle immagini del reporter Usa giustiziato. Siamo sicuri che questo sia il modo più rispettoso di trattare un pubblico di sinistra che vuole capire razionalmente le cose? E soprattutto, buttarla tutta sullo “stile diverso” non è un po’ – anche in questo caso – parlare d’altro?

p.s. la musica dei Pink Floyd in sottofondo però è bella assai