Lupi come il Marchionne di Crozza

maurizio-lupi-110528161736_bigMaurizio Lupi di mestiere – ora – fa il ministro dei trasporti nel governo Renzi. E continuerà’ a farlo, pur essendo stato eletto nel Parlamento europeo alle ultime elezioni. Ha deciso di rimanere a Roma perche’ – ammette – “sentivo la responsabilità nei confronti dei quasi 50mila elettori che mi hanno dato fiducia”, però, “poi mi sono convinto che la credibilità assunta dal nostro governo con il voto vada giocata fino in fondo”. Giocata-fino-in-fondo.

Insomma niente seggio europeo perché c’è da finire il lavoro qua in Italia. Che uno si chiede: ma che ti sei presentato a fare, Lupi?

Si badi, non e’ un giudizio morale, il mio. Ne faccio soltanto una questione di correttezza logica e – soprattutto – non mi piace chi, a precisa domanda, la butta in caciara.

Ognuno è responsabile, dopo una certa età, della propria faccia. E la faccia di Lupi è una gran faccia di folla. Perché non puoi dichiarare che “non si gioca con la speranza e la saggezza mostrata dagli elettori” e che “con il voto gli italiani ci chiedono di andare avanti, anzi, di rafforzare l’azione di governo”. Ma – scusi, dottor arrampicaspecchi – si votava per essere eletti ministri dei trasporti nel governo Renzi e noi non lo sapevamo? Lo sapeva solo lei?

Visto che “non si gioca con la speranza degli italiani”, a che gioco gioca Lupi? Perché alla fine uno il dubbio ce l’ha: Lupi è come il Marchionne di Crozza, quello che non vuole che gli si dica grazie?