Senso civico alternato

cartelli_stradaA proposito di Gustavo Zagrebelsky, vorrei riproporre una cosa di più di tre anni fa. Ecco, non ho cambiato idea.

E’ uscito alcuni giorni fa su Repubblica un intervento di Gustavo Zagrebelsky che purtroppo non riesco a trovare in rete. Naturalmente semplifico parecchio, ma diceva pressappoco così: sbagliamo noi italiani a dipingerci peggiori di quanto siamo e sono moralmente irresponsabili, oltre che dotati di scarso spirito civico, quei genitori che spingono i propri figli ad andare via.
A questo classico esempio di moralismo del cazzo pensavo ieri mattina mentre uscivo in macchina da Barcellona. Voglio lasciare tra parentesi il solito discorso un po’ sanculotto di chi obietta a Zagrebelski (e a Tommaso Padoa Schioppa, quello dei bamboccioni che tiene figli precari, ricordate?) che in Italia c’è prole e prole e che risulta più facile coltivare spirito civico in alcune classi sociali piuttosto che in altre. Non lo faccio, questo discorso, perché è un discorso a perdere e perché riconosco che un Einstein ha modo di emergere persino in Italia. Direi di più. Può essere che questa politica di familismo da clan sia un’abile mossa per forgiare uno, cento, mille Einstein. Una lotta per la vita che produrrà – fra duecento o duemila anni – una società dei migliori, una specie di governo dei filosofi.
Nel frattempo però, se i miei figli avessero un’occasione di lavoro a Barcellona, mi sentirei tranquillamente di non opporre loro il mio spirito civico. Non si sa mai. Magari, prima o poi, tornano in Italia e tirano due sonori ceffoni a Zagrebelsky, mentre io glielo tengo su dalle ascelle.