L’occhiolino di Gianni De Rosa

Allo stadio si andava con lo zio Luciano. “Zio Luciano che ride”, così lo chiamavamo io e mio fratello. Passava a prenderci alla mezza con la sua 126 arancione e quei sedili di vilpelle puzzolente che facevano venire il mal di testa. Noi avevamo l’abbonamento delle Feramascotte. Ci avevano pure dato un bel portachiavi rotondo, …

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